Lo sviluppo sostenibile

Definizione breve

Lo sviluppo sostenibile è un modello di sviluppo che soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. Si fonda sull’equilibrio tra tre dimensioni: ambiente, economia e società.

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Spiegazione per docenti

Il concetto di sviluppo sostenibile compare per la prima volta nel 1987 nel rapporto Our common future (Il futuro di tutti noi), redatto dalla Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo, istituita dall’ONU nel 1983. Il documento è più noto come “rapporto Brundtland”, dal nome della presidente della Commissione. La sua definizione storica è: «Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che garantisce i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri».

L’idea nasce come risposta a un problema concreto. A partire dalla Seconda rivoluzione industriale (seconda metà dell’Ottocento) si è a lungo pensato che non ci fosse alcun limite allo sviluppo scientifico, tecnologico ed economico. Nella seconda metà del Novecento sono però diventate evidenti le conseguenze dello sfruttamento intensivo delle risorse: inquinamento di aria, acqua e suolo, riscaldamento globale, cambiamenti climatici. Nel 1972 il Rapporto sui limiti dello sviluppo del Club di Roma lanciò un primo allarme sulle condizioni del pianeta.

Per il docente è utile presentare lo sviluppo sostenibile attraverso i suoi tre pilastri, perché aiuta gli studenti a capire che “sostenibile” non significa solo “ecologico”:

  1. Sostenibilità ambientale: le risorse rinnovabili (acqua, foreste, suolo) vanno usate rispettando la loro capacità di rigenerazione; quelle non rinnovabili (minerali, combustibili fossili) vanno impiegate con sobrietà, riciclando il più possibile. L’immissione di rifiuti e sostanze inquinanti non deve superare la capacità di smaltimento naturale dell’ambiente.
  2. Sostenibilità economica: lo sviluppo deve garantire lavoro e reddito equi e duraturi per persone e imprese, che a loro volta si impegnano per l’ambiente.
  3. Sostenibilità sociale: lo sviluppo deve essere inclusivo e garantire a tutti salute, sicurezza, istruzione, partecipazione e giustizia, senza discriminazioni.

Un punto chiave da far emergere è il legame con gli indicatori: la biocapacità (le risorse che la Terra è in grado di fornire) e l’impronta ecologica (le risorse che effettivamente consumiamo). Quando l’impronta supera la biocapacità, viviamo “in debito” verso il pianeta. La scienza e la tecnologia hanno un ruolo decisivo: la dematerializzazione, per esempio, ha permesso di ridurre i materiali e l’energia impiegati nei prodotti (le automobili di oggi pesano in media il 40% in meno rispetto agli anni Cinquanta).

Spiegazione per studenti

Immagina di avere una tessera prepagata che ti permette di usare le risorse della Terra: acqua, alberi, minerali, aria pulita. Il problema è che questa tessera è una sola e dovrà servire anche a chi verrà dopo di te: i tuoi figli e i tuoi nipoti.

Lo sviluppo sostenibile è proprio questo: vivere bene oggi senza “scaricare” la tessera, così che anche le generazioni future possano soddisfare i loro bisogni. Per molto tempo l’uomo ha creduto di poter crescere senza limiti, consumando energia e materie prime senza preoccuparsi delle conseguenze. Poi ci siamo accorti che l’inquinamento, i rifiuti e il riscaldamento del pianeta erano segnali di allarme.

Per essere davvero sostenibile, lo sviluppo deve tenere in equilibrio tre cose insieme:

  • l’ambiente (non consumare più risorse di quante la natura riesce a rigenerare);
  • l’economia (garantire lavoro e benessere alle persone);
  • la società (assicurare a tutti diritti, salute e istruzione, senza lasciare indietro nessuno).

Anche tu puoi contribuire con la regola delle 3 R: Ridurre, Riusare, Riciclare.

Versione ultra-semplice (BES/DSA)

Sviluppo sostenibile vuol dire: usare le risorse della Terra senza finirle.

Così anche i bambini che nasceranno dopo di noi potranno avere acqua pulita, aria buona e cibo.

Per riuscirci servono tre cose insieme:

  • Ambiente: non sprecare e non inquinare.
  • Economia: tutti devono poter lavorare.
  • Società: tutti devono stare bene, nessuno escluso.

Tu puoi aiutare con le 3 R: Riduco, Riuso, Riciclo.

Esempio concreto in classe

Mostra alla classe due bottiglie d’acqua: una di plastica usa-e-getta e una borraccia riutilizzabile. Chiedi: «Quante bottiglie di plastica usa una persona in un anno? E dove finiscono?».

Poi presenta un dato reale dai testi: ognuno di noi consuma circa 30 kg di plastica all’anno; se fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone. Fai calcolare alla classe quante borracce servirebbero per sostituire le bottiglie usate in una settimana dagli studenti dell’istituto.

Questo collega in modo immediato i tre pilastri: meno plastica (ambiente), risparmio di materie prime ed energia (economia), una scuola più sana e responsabile (società).

Dal concetto all’attività

Livello base

Gli studenti compilano una tabella a tre colonne (Ambiente / Economia / Società) classificando una serie di azioni quotidiane fornite dal docente (es. “andare a scuola a piedi”, “buttare le pile nell’indifferenziata”, “spegnere le luci”). Per ciascuna indicano se l’azione è sostenibile o no e in quale pilastro ricade. (proposta progettuale)

Livello intermedio

A piccoli gruppi, gli studenti scelgono un oggetto della loro vita quotidiana (smartphone, felpa, merenda confezionata) e ne ricostruiscono il ciclo di vita, individuando i punti in cui lo sviluppo diventa “non sostenibile”. Producono una mappa con almeno una proposta di miglioramento per ogni pilastro. (proposta progettuale)

Livello avanzato

La classe progetta una semplice “indagine di sostenibilità” della scuola: definisce indicatori (consumo di carta, rifiuti prodotti, energia, mobilità casa-scuola), raccoglie dati per una settimana, li rappresenta con grafici digitali e formula tre proposte concrete da presentare al dirigente, collegandole esplicitamente all’Agenda 2030. (proposta progettuale)

Misconcezioni frequenti

  • «Sostenibile vuol dire solo ecologico/ambientale.» No: lo sviluppo sostenibile poggia su tre pilastri (ambiente, economia, società). Una scelta che protegge l’ambiente ma lascia persone senza lavoro o diritti non è pienamente sostenibile.
  • «Sostenibilità significa smettere di usare le risorse.» No: significa usarle senza superare la capacità della Terra di rigenerarle, non rinunciare a soddisfare i bisogni.
  • «Riguarda solo i governi e le grandi industrie.» Anche i comportamenti individuali contano (regola delle 3 R, risparmio energetico, mobilità).
  • «È un’invenzione recente.» Il concetto ha radici precise: il rapporto Brundtland del 1987 e, prima ancora, l’allarme del Club di Roma nel 1972.
  • «Sviluppo sostenibile e Agenda 2030 sono la stessa cosa.» L’Agenda 2030 è lo strumento operativo (i 17 obiettivi) che mette in pratica il principio di sviluppo sostenibile, ispirato proprio al documento del 1987.

Collegamenti interdisciplinari

  • Geografia: distribuzione delle risorse, popolazione mondiale, disuguaglianze tra Paesi.
  • Scienze: ecosistemi, ciclo dell’acqua, biodiversità, effetto serra.
  • Educazione civica: Agenda 2030, diritti, cittadinanza responsabile (collegamento curricolare diretto).
  • Storia: rivoluzioni industriali e cambiamento del rapporto uomo-ambiente.
  • Matematica: lettura e costruzione di grafici, percentuali, calcolo dell’impronta ecologica.
  • Italiano: sintesi di documenti (es. rapporto Brundtland), testo argomentativo.

Strumenti digitali utili

  • Calcolatori online dell’impronta ecologica (es. WWF, Global Footprint Network) per stimare i consumi personali. (proposta progettuale)
  • Fogli di calcolo (Google Fogli / Excel) per raccogliere e rappresentare i dati dell’indagine di sostenibilità.
  • Strumenti per mappe concettuali (per visualizzare i tre pilastri e il ciclo di vita di un prodotto). (proposta progettuale)
  • Documento di testo digitale per sintetizzare ricerche sul rapporto Brundtland (attività suggerita nei testi).

Valutazione e rubriche

CriterioInizialeBaseIntermedioAvanzato
Comprensione del concettoConfonde sostenibilità con “ecologia”; definizione assente o errataRiconosce la definizione di base (bisogni presenti/futuri) se guidatoSpiega la definizione e cita i tre pilastriSpiega la definizione, i tre pilastri e il contesto storico (Brundtland 1987, Club di Roma 1972) con parole proprie
Collegamento ambiente-economia-societàConsidera un solo aspettoDistingue i tre pilastri ma non li collegaCollega i tre pilastri con esempi fornitiArgomenta i legami tra i pilastri con esempi originali
Applicazione a casi concretiNon riconosce azioni sostenibiliClassifica azioni semplici con aiutoAnalizza il ciclo di vita di un oggettoProgetta proposte di miglioramento giustificate e realistiche
Uso di dati e strumenti digitaliNon utilizza datiLegge un grafico fornitoCostruisce grafici a partire da dati raccoltiRaccoglie, rappresenta e interpreta dati in autonomia

Inclusione e adattamenti

  • Per studenti BES/DSA: usare la versione ultra-semplice, mappe visive a tre colori (uno per pilastro), icone al posto del testo, schemi anziché paragrafi lunghi.
  • Fornire la regola delle 3 R come ancora concreta e memorizzabile.
  • Privilegiare attività manuali e visive (classificazione di oggetti reali, foto, cartelloni) rispetto al testo scritto.
  • Consentire risposte orali o tramite disegno/schema; valutare la comprensione e non la forma scritta.
  • Lavoro in coppie eterogenee per i livelli intermedio e avanzato, così che il confronto sostenga gli studenti più fragili. (proposta progettuale)

Fonti

  • 9788829861521_Tecnologia (p.31-33) — origine del concetto, rapporto Brundtland 1987, definizione ONU, regola delle 3 R, dematerializzazione
  • 9788808720153_Tecnologia (p.52) — i tre pilastri (ambiente, economia, società), biocapacità e impronta ecologica
  • 9788800360043_Tecnologia (p.20) — il concetto di sviluppo sostenibile, Club di Roma 1972, indicatori di impatto
  • 9788808899798_Tecnologia — sviluppo sostenibile e bisogni delle generazioni future
  • 9788851128050_Volume-A — bisogni della popolazione attuale senza compromettere le generazioni future
  • Nota: il nucleo concettuale è tratto dai testi citati; le sezioni didattiche (attività, rubrica, alcuni strumenti, parte dell’inclusione) sono in gran parte (proposta progettuale) costruita a partire da quei contenuti.

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