Inclusione nello studio dei materiali

Il modulo “Tecnologia dei materiali” è uno dei più favorevoli alla didattica inclusiva. Gran parte dei concetti — proprietà, lavorazioni, riciclo — si può ancorare a oggetti che gli studenti maneggiano ogni giorno (un bicchiere di vetro, una bottiglia di plastica, una matita di legno) e si presta a essere toccata, osservata e provata prima ancora che letta. Allo stesso tempo il modulo è denso di termini tecnici (duttilità, malleabilità, polimero, fibra, lega) e di tabelle di proprietà che possono diventare un ostacolo per molti alunni. Questa pagina raccoglie indicazioni operative per rendere accessibile il percorso sui materiali a tutti gli studenti della scuola secondaria di I grado, a partire dalle linee didattiche sui Bisogni Educativi Speciali presenti nelle guide docenti.

Il principio di fondo, ripreso dalle guide, è che il bisogno educativo speciale va inteso — secondo il modello ICF — come una situazione, anche solo temporanea, in cui un alunno fatica a soddisfare un normale bisogno di apprendimento per via degli ostacoli che incontra nel contesto. L’obiettivo non è abbassare i traguardi, ma rimuovere gli ostacoli (testuali, cognitivi, linguistici, organizzativi) così che ognuno arrivi allo stesso obiettivo per vie diverse. (fonte: MyTech — Guida docente, “Che cosa intendiamo per Bisogni Educativi Speciali”)

Un secondo principio, ricorrente nelle guide, è che gli eventuali strumenti compensativi e le misure dispensative vanno individuati e proposti nel PDP solo se realmente necessari, efficaci e utilizzabili nel contesto della classe: l’attenzione si concentra prima di tutto sulle metodologie didattiche, sull’adattamento e la ridefinizione degli obiettivi, per introdurre flessibilità nell’azione educativa. (fonte: MyTech — Guida docente, “Eventuali strumenti compensativi e misure dispensative”)

BES/DSA

La guida docente individua per gli studenti con BES due famiglie di interventi: le strategie metodologiche e gli eventuali strumenti compensativi/misure dispensative. Le strategie metodologiche, direttamente applicabili allo studio dei materiali, sono: (fonte: MyTech — Guida docente, “Strategie metodologiche”)

  • Semplificazione delle consegne scritte attraverso riduzione dei termini, chiarimenti, sottolineature, spaziature.
  • Riduzione del carico cognitivo: presentare poco materiale selezionato e consegnare le fasi di lavoro una alla volta, invece di un compito articolato tutto insieme.
  • Costruzione di procedure ripetibili: definire una sequenza fissa da usare ogni volta che si affronta lo stesso tipo di compito (per i materiali: una stessa “scaletta” per studiare un materiale — origine, proprietà, lavorazioni, usi, riciclo).
  • Uso strategico delle pause e attività di decompressione, calibrando tempi e tenuta sul singolo alunno.
  • Materiali per l’apprendimento che valorizzano più modalità di rappresentazione delle informazioni (testo, foto, disegni, video, suoni), anche in più lingue.
  • Riduzione progressiva dell’aiuto dell’insegnante, per rendere via via autonomo l’alunno nelle diverse fasi.

Tra gli strumenti compensativi elencati nella guida, alcuni sono particolarmente pertinenti al modulo materiali: schede, tabelle e formulari; schemi e mappe concettuali; sintetizzatore vocale per i testi; appunti fotocopiati o forniti dall’insegnante; materiali semielaborati e materiali semplificati nel lessico e nella sintassi; esempi guida e schemi con procedure per lo svolgimento delle attività; vocabolari in formato cartaceo o digitale. (fonte: MyTech — Guida docente, tabella “Suggerimenti di strumenti compensativi”)

La guida segnala inoltre l’importanza delle modifiche ambientali (collocazione del banco rispetto a fonti di luce e di distrazione, ordine dei materiali sul piano di lavoro) e delle modifiche organizzative (suddivisione del compito in fasi, schede parzialmente compilate, modelli di esercizi già svolti, tempi e modalità di consegna calibrati). (fonte: MyTech — Guida docente, “Modifiche ambientali” e “Modifiche relative all’organizzazione del lavoro”)

Applicazioni operative al modulo materiali (proposta progettuale):

  • Scheda-materiale a struttura fissa e illustrata: per ogni materiale lo stesso schema (origine → proprietà → lavorazioni → usi → riciclo) con un’icona o una foto accanto a ogni voce, così che lo studente con dislessia segua la sequenza “guardando” più che leggendo. Collegabile a proprieta-e-classificazione-dei-materiali e a tutte le pagine-concetto sui singoli materiali (il-legno, il-vetro, i-metalli-e-le-leghe…).
  • Glossario illustrato delle proprietà (durezza, elasticità, fragilità, duttilità, malleabilità) con un’immagine-esempio per ogni parola, da tenere sul banco anche durante le verifiche come compensativo lessicale.
  • Tabelle di proprietà già impostate, con alcune celle precompilate da completare, invece di una tabella vuota da costruire da zero.
  • Approccio multisensoriale: far toccare, piegare, graffiare e pesare campioni reali dei materiali prima di leggerne le proprietà. L’esperienza diretta ancora il concetto astratto a una percezione concreta. Si lega naturalmente a prove-sulle-proprieta-dei-materiali.
  • Versione digitale accessibile del manuale: molti libri prevedono una versione inclusiva con font ad alta leggibilità, interlinea e dimensione regolabili e sintesi vocale del testo. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, materiali per la didattica inclusiva; MyTech — Guida docente, strumenti compensativi “sintetizzatore vocale per testi”)

Sul versante della valutazione, le guide suggeriscono di personalizzare le forme di verifica nella formulazione delle richieste e nelle modalità di risposta dell’alunno, con feedback continuo, formativo e motivante. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, “Valutazione, verifica e feedback”) Per i materiali ciò significa, ad esempio, accettare che lo studente dimostri di conoscere un materiale completando una mappa o abbinando campioni a etichette, anziché scrivendo un testo.

Studenti plusdotati

I testi e le guide di tecnologia analizzati trattano i BES e gli strumenti compensativi, ma non offrono indicazioni specifiche sugli studenti ad alto potenziale nello studio dei materiali. Le proposte che seguono sono quindi (proposta progettuale).

Il rischio principale, con questi studenti, è la noia da ripetizione di contenuti già padroneggiati. Lo studio dei materiali permette di arricchire il compito senza cambiarlo, aumentando la profondità invece di anticipare il programma:

  • Approfondimenti verticali: dalla descrizione di un materiale all’analisi della sua struttura (perché un metallo è duttile? perché una plastica è un polimero?), collegandosi a i-nuovi-materiali e ai materiali compositi.
  • Compiti aperti di confronto e scelta: dato un oggetto da realizzare con certi requisiti (resistenza, leggerezza, costo, impatto ambientale), motivare quale materiale è il più adatto e perché, costruendo una matrice decisionale. Si lega a uda-materiali-oggetto-sostenibile.
  • Ricerca sul ciclo di vita di un materiale, dalla materia prima al riciclo, con dati e fonti, in connessione con riciclo-e-sostenibilita-dei-materiali.
  • Ruolo di tutor tra pari: spiegare una proprietà o guidare un piccolo gruppo nelle prove sui materiali consolida la padronanza e alimenta il clima cooperativo della classe (coerente con il tutoring tra pari indicato dalle guide come strategia inclusiva). (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, “Tutoring tra pari e didattica laboratoriale”)

Studenti con difficoltà linguistiche (L2)

Le guide collocano gli alunni di origine straniera e di recente immigrazione che mostrano una chiara non conoscenza della lingua italiana nell’area dello svantaggio “socioeconomico, linguistico e culturale”. Distinguono profili diversi — chi non è mai stato scolarizzato, chi ha studiato nel Paese d’origine ma non conosce l’italiano, chi comunica in italiano ma non padroneggia la lingua “dello studio” — e sottolineano che questi bisogni hanno in genere carattere transitorio. Il bisogno ricorrente è “acquisire conoscenze attraverso esperienze che vadano oltre gli ostacoli linguistici” e arricchire il lessico, anche disciplinare. (fonte: MyTech — Guida docente, tabella dei profili nell’area dello svantaggio linguistico e culturale)

Lo studio dei materiali ha un vantaggio per gli studenti con italiano come L2: è fortemente ancorabile a oggetti concreti e a esperienze pratiche, comprensibili anche con competenze linguistiche ancora fragili. Applicazioni operative (proposta progettuale):

  • Glossario bilingue illustrato dei termini chiave (legno, vetro, metallo, plastica, fibra; duro, elastico, fragile), con la parola nella lingua d’origine accanto all’immagine.
  • Consegne brevi e per immagini: mostrare il passo da eseguire con una foto o un esempio svolto, più che descriverlo a parole (coerente con la “strutturazione di materiali che valorizzino più modalità di rappresentazione, anche in più lingue” indicata dalla guida). (fonte: MyTech — Guida docente, “Strategie metodologiche”)
  • Partire dal manufatto: far classificare e raggruppare oggetti reali per materiale prima di introdurre i nomi delle proprietà; il gesto precede la parola. Si lega a prove-sulle-proprieta-dei-materiali e attivita-riciclo-carta-fatta-a-mano.
  • Testi semplificati nel lessico e nella sintassi, frasi brevi, una informazione per frase; evitare i termini astratti non indispensabili.
  • Coppie e piccoli gruppi cooperativi con un compagno-tutor, così che la lingua si impari “facendo” insieme un’attività concreta. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, lavoro a coppie e didattica cooperativa)

Principi UDL applicati

La progettazione universale per l’apprendimento (Universal Design for Learning) propone di progettare fin dall’inizio attività accessibili a tutti, offrendo molteplici modalità di rappresentazione, di azione/espressione e di coinvolgimento. La guida Presente e Futuro dichiara esplicitamente di organizzare lo “spazio di apprendimento a partire dall’idea dell’Universal Design for Learning” e ne articola gli assi operativi. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, “Didattica inclusiva” e Universal Design for Learning) Declinati sul modulo materiali:

  • Più modalità di rappresentazione (il “che cosa”): presentare ogni materiale con testo, immagini, video di lavorazione, campione reale da toccare e mappa concettuale di sintesi. La guida insiste su mappe mentali e concettuali, schemi, diagrammi, linee del tempo, illustrazioni significative e flashcard come strumenti che potenziano le strategie logico-visive. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, “Mappe, schemi e aiuti visivi”)
  • Più modalità di azione ed espressione (il “come”): lasciare scegliere come dimostrare ciò che si è capito — una mappa, un cartellone con campioni etichettati, un breve video, una tabella, un’esposizione orale — invece di un’unica prova scritta. Coerente con la personalizzazione delle forme di verifica.
  • Più modalità di coinvolgimento (il “perché”): agganciare i materiali a problemi reali e vicini (i rifiuti che produciamo, gli oggetti che usiamo) per sostenere motivazione, autoefficacia e senso di appartenenza al gruppo, fattori che la guida indica come centrali nell’apprendimento. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, “Emozioni” e motivazione)

Sintesi operativa per il docente: adattare i materiali (testi facilitati, font facilitanti, glossari, semplificazione di lessico e sintassi), potenziare gli aiuti visivi (mappe, schemi, icone) e personalizzare verifiche e feedback sono i tre cardini con cui, a partire dagli stessi contenuti sui materiali, si fa lezione per tutta la classe e non solo per chi ha una certificazione. (fonte: Presente e Futuro — Guida docente, schema “Come sviluppare una didattica più inclusiva?“)

Pagine collegate

Fonti

  • MyTech — Guida docente (Brunetto, Bruno), sezione “Linee didattiche per studenti con BES”: modello ICF e definizione di BES, aree e profili (compresi gli alunni di origine straniera nell’area dello svantaggio linguistico e culturale), strategie metodologiche, tabelle di strumenti compensativi e misure dispensative, modifiche ambientali e organizzative.
  • Presente e Futuro — Guida docente (Tubia, Rizzoli), sezione “Didattica inclusiva”: impianto Universal Design for Learning, mappe/schemi/aiuti visivi, adattamento dei materiali, tutoring tra pari e didattica cooperativa, valutazione e feedback formativo, versione inclusiva del testo (font ad alta leggibilità, sintesi audio, mappe).

Le indicazioni sugli studenti plusdotati, e gran parte delle applicazioni operative al modulo materiali nelle altre sezioni, non sono trattate in modo specifico dalle fonti per la disciplina e sono perciò marcate come (proposta progettuale): derivano dall’applicazione al tema “materiali” dei principi inclusivi generali documentati nelle guide.